Scegliere il livello dell’impianto elettrico

Quando si ristruttura casa bisogna affidarsi all’esperienza di professionisti del settore per progettare un nuovo impianto elettrico.

Aziende come Ambrosi Impianti di Verona, che da decenni si occupa dell’installazione, ristrutturazione e adeguamento di impianti elettrici civili e industriali, sono sempre aggiornate e hanno la capacità di mettere a norma e di certificare gli impianti stessi.

L’impianto elettrico residenziale deve infatti rispettare la norma CEI 64-08, che definisce tre diversi livelli: il primo che è il base, il 2 che è lo standard e il 3 che è quello domotico.

Intervenire con professionalità nelle riqualificazione immobiliari significa quindi anche valutare quale livello è più adeguato per ogni singolo caso, basandosi anche sulle richieste del cliente.

Ma quali sono le differenze tra i tre livelli?

Il primo livello, chiamato anche base, è quello in cui viene calcolato il numero di prese e punti luce minimo da inserire in un’abitazione; questo viene determinato in base alla metratura della casa ed è composto da almeno due interruttori differenziali.

Per quanto concerne il livello 2, denominato anche standard, invece viene programmato un impianto maggiormente versatile, che consente di scollegare solo alcune aree della casa, senza dover staccare l’intero impianto dal centralino elettrico: è questo un sistema di controllo dei carichi per diminuire gli sprechi energetici.

Il terzo livello è invece quello domotico, ovvero quello che ha prestazioni più elevate, che consente il controllo anche da remoto degli apparecchi elettrici.

Installare un impianto domotico consente di gestire facilmente gli impianti di videosorveglianza, di gestione delle temperature interne, il sistema di diffusione sonora, quello di rilevazione incendio, il sistema anti-allagamento e quello della rilevazione di fumo e gas.

 

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